Agricoltura: Cra, ecco l’impronta digitale dei cereali siciliani

Palermo – Il Cra (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) ha compiuto un altro passo avanti sulla strada della tracciabilita’ sul fronte della filiera cerealicola, che richiede metodi certi per garantire i suoi prodotti dal campo alla tavola. Secondo quanto scrive in un comunicato la struttura di ricerca sull’agricoltura di Acireale (Catania), attraverso le analisi biochimiche e molecolari delle proteine, i ricercatori del Cra locale sono ora in grado di creare un fingerprinting (impronta digitale) della varieta’ e di riconoscere i genotipi utilizzati per preparare i nostri alimenti base. I progressi sono emersi durante il workshop tenutosi nella cittadina il 17 aprile scorso. Importante momento di incontro e discussione tra operatori della filiera cerealicola, Istituzioni ed Enti di ricerca, con lo sguardo verso Expo 2015, dove il 4 luglio prossimo si terra’ il convegno dal titolo “Cereali! Viaggio nel mondo della cerealicoltura siciliana”, con la partecipazione del Cra e delle Universita’ siciliane.

L’evento ha messo a confronto i risultati della ricerca conseguiti negli ultimi anni ed i fabbisogni d’innovazione e trasferimento tecnologico evidenziati da parte delle imprese coinvolte nei vari segmenti della filiera: aziende agricole, ditte sementiere, centri di stoccaggio, industrie di trasformazione (molini, panifici, pastifici, ecc.). Gli operatori del settore hanno messo evidenziato grande necessita’ di innovazioni e di conoscenze, che riguardano diversi aspetti della produzione primaria e della trasformazione finale. Il Cra di Acireale diretto da Paolo Rapisarda svolge ricerche avanzate sia nel settore agrumicolo che in quello cerealicolo e delle colture mediterranee, dimostrando nel tempo un’efficace presenza sul territorio e la capacita’ scientifica necessaria a soddisfare le domande degli operatori delle diverse filiere. Il convegno ha mostrato che i diversi Enti di Ricerca che si occupano di cerealicoltura in Sicilia (Cra, Universita’ di Palermo e Catania, Consorzi ed enti regionali), come ha sottolineato Massimo Palumbo, responsabile scientifico del gruppo di ricerca sui cereali del Cra, costituiscono un gruppo gia’ consolidato, pronto ad affrontare le tematiche piu’ urgenti e a fronteggiare le esigenze del territorio: dai sistemi colturali, in grado di ridurre i costi di produzione e tutelare l’ambiente, agli alimenti funzionali; dalla valorizzazione degli antichi grani siciliani alle innovazioni varietali; dalla qualita’ panificatoria e pastificatoria alla valorizzazione della caratteristiche igienico-sanitarie delle produzioni cerealicole siciliane. Come ha sottolineato Biagio Pecorino, Presidente del distretto unico dei cereali per la Sicilia, la collaborazione fra imprese ed Enti di Ricerca diventa condizione necessaria per soddisfare le esigenze di innovazione, in vista della nuova programmazione 2014/2020 (Horizon 2020, PON, PO-FERS e PO-PSR), i cui fondi rappresentano un’occasione importante per tutta la filiera. A tal proposito Gaetano Aprile, dirigente del Dipartimento Regionale dell’Agricoltura – Assessorato Regionale dell’Agricoltura, ha presentato le misure previste per il nuovo Psr, illustrando l’evoluzione della politica agricola comunitaria, dall’esperienza del 2007/2013 alla nuova programmazione 2014/2020.

Redazione

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