Ambasciatore etiope incontra le imprese siciliane

Agricoltura, manifattura, tecnologia dell’informazione e delle comunicazioni, industria estrattiva, energia, turismo, costruzioni, salute e istruzione. Questi i principali settori di investimento che oggi l’ambasciatore di Etiopia in Italia, Mulugeta Alemseged Gessese, insieme con il ministro consigliere Henok Habtegebrial Gebrewold, hanno descritto agli imprenditori dell’Isola, in occasione di un incontro presso la sede di Confindustria Sicilia, a Palermo.

A fare gli onori di casa, il vicepresidente degli industriali con delega all’internazionalizzazione, Nino Salerno, che ha sottolineato «quanto sia importante per le imprese siciliane vagliare ogni nuova opportunità di investimento».

«L’Etiopia – ha detto Salerno – ha fatto registrare un tasso di crescita del Pil con punte dell’11,5 per cento e i margini sono ancora enormi. Se a questo si aggiungono le misure di attrazione di investimenti messe in campo dal Governo etiope, è chiaro che l’interesse per le imprese siciliane diventa importante».

A scendere nel dettaglio della politica etiope per gli investimenti è stato l’ambasciatore Gessese, che ha spiegato: «Il nostro Paese garantisce, tra le altre cose, esenzioni fiscali dai due ai sette anni per l’industria manifatturiera, agraria e informatica; due anni per l’espansione o il miglioramento dei preesistenti investimenti nei settori manifatturiero, agrario e agroindustriale. Ma anche incentivi all’export; imposte sul reddito al 30 per cento e sugli affari al 2 e al 10 per cento».

Sui tempi della burocrazia si è soffermato invece il ministro Gebrewold: «In 4 ore è possibile ottenere il permesso per nuovi investimenti o per l’espansione di un investimento già in essere; in un’ora il rinnovo del permesso o la sostituzione di un permesso smarrito o danneggiato; in 4 ore l’iscrizione al registro di impresa e così per l’autenticazione notarile o l’adeguamento o variazione del permesso per investimenti».

«L’Italia – ha aggiunto l’ambasciatore – è il primo fornitore europeo dell’Etiopia, con un interscambio di circa 200 milioni di euro, ma molto di più può essere fatto per rinforzare le relazioni bilaterali in settori attrattivi come l’agricoltura, l’agro-industria, il tessile e la pelle».

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