Comiso, aeroporto 16 mesi dopo. Le nuove strade non ci sono ancora

L’aeroporto di Comiso è stato inaugurato 16 mesi fa. La viabilità di accesso allo scalo del “Pio La Torre” è rimasta la stessa. Strade strette e tortuose, nessuna strada veramente funzionale per permettere di raggiungere lo scalo. Se ne parla da anni, ma la progettazione è rimasta nel cassetto.
Nei giorni scorsi, ha lanciato l’allarme il presidente dell’ANCE, l’associazione dei costruttori edili, Sebastiano Caggia. Caggia aveva puntato l’indice sui ritardi nella progettazione e nell’avvio del bando di gara da parte dell’ormai ex provincia regionale di Ragusa.

Ma come stanno veramente le cose. Parla il commissario straordinario della provincia, da poco trasformata, con la legge regionale, in Libero Consorzio dei Comuni, anche se l’avvio della nuova fase di gestione politico – amministrativa è ancora da enucleare con certezza. Carmela Floreno spiega. “Caggia e l’ANCE sono sempre stati informati dell’iter per la realizzazione della bretella di collegamento tra la S.S. 514 Ragusa-Catania e l’aeroporto di Comiso ch’è un’infrastruttura strategica e prioritaria per la viabilità provinciale oltre a costituire, in questo momento di grave crisi economica, occasione di lavoro per le imprese. Ma il ritardo registrato per la mancata indizione della gara d’appalto, entro il mese di giugno, non è ascrivibile agli uffici della Provincia Regionale di Ragusa che non lesinano impegno ed energia per definire il lungo iter burocratico”. Il problema, invece, ha altre cause e si è determinato in altri organismi amministrativi di Stato e Regione. A bloccare tutto sono state le “ulteriori prescrizioni al progetto richieste dall’assessorato regionale al Territorio ed Ambiente e dal Genio Civile ed un ricorso giurisdizionale presentato al Tar da parte di una ditta soggetta ad esproprio del terreno. Attendiamo perciò il parere del Genio Civile di Ragusa su una nuova proposta progettuale riguardante l’attraversamento idraulico dell’aeroporto di Comiso. Inoltre, dobbiamo adempiere ad un’ulteriore prescrizione che l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente ha richiesto solo alla fine del mese di agosto”.
Gli ostacoli, dunque, ci sono ed i tempi si allungano. Ma colei che, con tutta probabilità, sarà l’ultima rappresentante istituzionale dell’ormai ex provincia regionale di Ragusa, assicura: “L’Ufficio Tecnico sta mettendo in campo il massimo impegno per la definizione dell’iter che è ormai in dirittura di arrivo”.

Francesca Cabibbo

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