Cresce export Made in Italy in mercati emergenti, +45% nel 2020

Le esportazioni italiane di cosiddetti prodotti belli e ben fatti (Bbf) nei trenta principali nuovi mercati raggiungeranno i 16 miliardi di euro nel 2020, dagli 11 del 2014, con un aumento del 45% in sei anni (+27% rispetto ai mercati maturi). La Russia rimarrà il principale mercato emergente per le imprese italiane di questo campo (3,5 miliardi nel 2020), ma vedrà la sua crescita penalizzata dal difficile quadro macroeconomico e politico. Gli Emirati saranno il secondo mercato (3,3 mld nel 2020) e registreranno il più forte incremento dell’import (+1,3 mld). Al terzo posto la Cina (2,2 miliardi nel 2020), con un aumento molto consistente delle importazioni (+0,7 miliardi).

Queste le stime della sesta edizione della ricerca “Esportare la dolce vita”, presentata oggi a Expo 2015 dal Centro Studi Confindustria e da Prometeia. Lo studio si concentra, in particolare, sui Bbf dei settori alimentare, arredamento, abbigliamento e tessile casa, calzature, occhialeria e oreficeria-gioielleria. Nel 2020 ci saranno 224 milioni di nuovi ricchi in più rispetto al 2014. La metà di essi risiederà nei principali centri urbani di Cina, India e Indonesia, ma cresceranno anche in paesi più vicini all’Italia, come la Turchia. In tali economie le produzioni italiane rappresentano per i consumatori uno status symbol, grazie alla forza delle grandi firme, ma anche al fascino esercitato in generale dall’Italia e dal made in Italy, che costituisce un brand.

Grandi opportunità però non significano sempre facile accesso per le imprese italiane. Per valutare l’accessibilità a questi mercati è stato infatti costruito un apposito indice. Nel ranking dei trenta nuovi mercati gli Emirati sono in testa in tutti i settori, seguiti in molti casi dalla Malesia e dai mercati europei; Russia e Cina, fondamentali per l’export italiano di Bbf, non si collocano mai tra i primi dieci paesi. La ricerca sottolinea come turismo e prodotti audiovisivi sono importanti veicoli di promozione dei Bbf e l’Expo rappresenta un’importante occasione.

Tra i trenta nuovi mercati la Cina offre le maggiori prospettive di sviluppo alle imprese del Bbf e nel 2013 l’Italia è diventata il primo fornitore internazionale di questi beni. Per i cinesi i punti forti dei prodotti italiani sono qualità, ampiezza di gamma, design, stile, innovazione e artigianalità e il made in Italy è il target di riferimento nelle tendenze di moda cinesi. Uno dei fenomeni di maggior rilievo è poi lo sviluppo del commercio elettronico, che dal 2013 ha reso la Cina il primo mercato mondiale per valore delle vendite online.

Redazione

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