Ecco i 15 mld per l’export delle imprese italiane

Stanziati 15 mld di euro per l’internazionalizzazione delle imprese. L’Associazione bancaria italiana (Abi) e Cassa depositi e prestiti (Cdp) hanno siglato il 19 marzo scorso un protocollo di intesa per il potenziamento dello strumento export banca.

L’accordo segue la decisione del consiglio di amministrazione della cassa di portare lo stanziamento per l’internazionalizzazione da 6,5 miliardi a 15 mld di euro. In particolare, Cassa depositi e prestiti potrà operare oltre che con la garanzia della controllata Sace, anche con quella di altre agenzie di credito all’esportazione, banche di sviluppo nazionali, enti finanziari costituiti da accordi internazionali.

Inoltre, nelle operazioni di valore superiore ai 25 mln di euro, Cdp potrà intervenire direttamente in favore delle imprese, in cofinanziamento con il sistema bancario, o coprendo interamente il fabbisogno di finanziamento, laddove l’operazione non raccogliesse l’adesione delle banche. Con il decreto del 23 dicembre 2014 del ministero dell’economia (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 febbraio 2015 n. 35) è stata rinnovata la disciplina del sistema «export banca», l’accordo sottoscritto da Abi, Cassa depositi e prestiti, Sace e Simest, il quale prevede che Cdp effettui operazioni di finanziamento a sostegno dell’internazionalizzazione e delle esportazioni delle imprese se assistite da garanzia o assicurazione di Sace.

Con il decreto del 2014 viene «autorizzata Cassa depositi e prestiti a fornire, a condizioni di mercato, alle banche italiane e alle succursali di banche estere comunitarie ed extracomunitarie operanti in Italia la provvista necessaria per effettuare operazioni di finanziamento destinate al sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese e delle esportazioni, come disciplinato dalla specifica normativa, a condizione che siano assicurate o garantite da agenzie di credito all’esportazione, da banche di sviluppo nazionali o da altri enti finanziari costituiti da accordi internazionali, ai sensi della disciplina dell’Unione europea e internazionale».

Fonte: italiaoggi.it

Redazione

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