Egitto: Ice, opportunità da vocazione “med” e costi bassi

IL CAIRO – Vocazione mediterranea e al tempo stesso mediorientale, manodopera e energia a basso costo, domanda di macchinari per l’agricoltura e di arredamento: sono queste alcune “potenzialità” che esistono in Egitto per le aziende italiane secondo un documento pubblicato di recente dall’Istituto per il commercio estero (Ice) del Cairo.

Il processo di stabilizzazione politica in corso, culminato nell’elezione del presidente Abdel Fattah al Sisi, secondo l’Ice ma anche altri analisti si sta “riverberando positivamente sull’economia dell’Egitto”. La sua “vocazione mediterranea” è “un importante punto di forza per le aziende italiane”, che possono avvantaggiarsi anche della “forte complementarietà tra i due sistemi produttivi”. Inoltre vengono concesse agevolazioni “notevoli” per gli investimenti stranieri, con alcune zone economiche speciali destinate proprio all’attrazione di aziende.

La manodopera ha costi “molto bassi” a fronte per giunta di una “discreta qualificazione”, e anche le risorse energetiche sono “a basso costo”, rileva l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Per attrarre investitori, il Governo egiziano sta lavorando alla soluzione delle principali criticità dell’economia locale, quali instabilità monetaria e crisi politica. Sisi sta portando a compimento il processo di transizione politica, che dovrebbe terminare entro quest’anno con lo svolgimento delle elezioni parlamentari. Gli investimenti esteri previsti dovrebbero risolvere la crisi di valuta, dovuta proprio all’instabilità politica degli ultimi anni. La ripresa di importanti progetti infrastrutturali che erano stati bloccati durante i turbolenti anni della “rivoluzione” e il lancio di nuovi mega-progetti sono considerati dall’Ice “nuove interessanti opportunità per le nostre imprese”, sia per quelle già presenti in Egitto sia quelle per ora ancora solo interessate a questo mercato. A queste opportunità va aggiunto il ruolo di “hub” che l’Egitto gioca sia nei confronti di una gran parte del mondo arabo sia verso molti paesi dell’Africa orientale, con i quali ha stipulato accordi di libero scambio. “I progetti del settore agricolo possono essere di particolare interesse per le aziende ad alto consumo di energia, oltre che per i costruttori di macchine per l’agricoltura”, scrive l’Ice ricordando inoltre che tutti i progetti edilizi sono sostenuti dal Governo egiziano, che si fa carico delle infrastrutture pubbliche necessarie ai residenti. Le aziende italiane poi “possono essere interessate a contratti di subfornitura per l’arredamento dei locali”.

Redazione

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