In aumento del 20% la produzione italiana di patate. In Sicilia aumenta la resa per ettaro

Roma, 10 nov.  – Una buona notizia per la produzione nazionale di patate, che ha raggiunto quest’anno un quantitativo di 1,5 milioni di tonnellate, di cui circa 1,2 milioni di patate comuni, stando al preconsuntivo Ismea-Unapa, e 300mila di patate novelle (un dato questo ormai acquisito e riferito alla scorsa primavera), con un incremento complessivo del 20% rispetto allo scorso anno.

Il base alle ricognizioni effettuate da Ismea in collaborazione con Unapa (Unione Nazionale tra le Associazioni dei Produttori di Patate) l’aumento produttivo è da ricondurre sia a una crescita degli investimenti, stimata intorno all’8-10%, sia a un incremento delle rese per ettaro, specialmente in Sicilia.

Di contro, in Campania si sono registrati problemi con le varietà tardive sia in fase di semina che di raccolta, a causa delle abbondanti precipitazioni che hanno colpito la regione a partire dal mese di febbraio. L’andamento meteo eccessivamente piovoso ha determinato alcune difficoltà anche nelle regioni centro-settentrionali del Paese, impedendo in diversi distretti produttivi il rispetto dei normali calendari di raccolta. Tra queste, in Piemonte, Lombardia, Friuli, Veneto, Emilia Romagna, ed in parte anche nell’Alto Lazio, si sono registrati ritardi nelle operazioni di scavo anche superiori ad un mese che hanno esposto i tuberi all’attacco di peronospora e di altri agenti patogeni.

Sul versante dei prezzi, dopo un buon andamento fino ai mesi di marzo-aprile, il mercato ha risentito della forte pressione competitiva del prodotto d’importazione, che ha determinato, in queste ultime settimane, ribassi anche del 40% su base annua. Una situazione, sottolinea l’Ismea, condizionata anche dalla chiusura delle frontiere russe, dopo l’embargo imposto da Mosca, e dalle valutazioni di una produzione europea in crescita di oltre il 10% rispetto alla scorsa campagna.

Redazione

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