Le raffinerie di Gela ed Augusta (Esso) al 50º e al 92° posto tra inquinatori Ue

L’inquinamento dell’aria e i gas serra prodotti dall’industria in Italia fra 2008 e 2012 sono costati alla società fra 26 e 61 miliardi di euro. A fare i conti in termini di impatto su salute e ambiente, che include morti premature, costi per la sanità, giorni lavorativi persi, problemi di salute, riduzione dei raccolti agricoli, è l’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), secondo cui la raffineria di Gela Spa è al 50mo posto degli impianti Ue più inquinanti, mentre la raffineria di Augusta della Esso italiana è all’80mo.
In Italia l’Aea registra 1.329 impianti e stila una classifica dei più inquinanti: dopo l’Ilva di Taranto al 29/o posto in Europa, al 33/o posto si piazza la centrale termoelettrica Federico II di Brindisi Sud, al 50/o posto la raffineria di Gela Spa, all’80/o la raffineria di Augusta della Esso italiana, al 92/o posto la Saras raffinerie sarde Spa a Sarroch, al 106/o posto la centrale di Vado Ligure a Quiliano e al 108/o posto la centrale elettrica di Fiume Santo (Sassari).
Secondo le stime dell’Aea, solo per il 2012 si parla di un danni fra i 59 e i 189 miliardi provocati agli europei dalle emissioni di 14.325 industrie. Una cifra, quest’ultima, pari al Pil della Finlandia o alla metà del Pil della Polonia. Il costo medio pro capite per gli europei si stima fra i 115 e 368 euro.
Ad essere responsabili della metà dei danni sono appena l’1% degli impianti europei, cioè 147.

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