Mediterraneo, l’italiano, lingua ponte tra le culture. Due giorni di seminario

ROMA, 10 DIC – L’italiano come ponte di comprensione e di dialogo grazie ai valori e alla ricchezza di cui la lingua e la cultura che rappresenta sono portatrici in un mondo complesso e spesso attraversato da dinamiche contrastanti.

La Comunita’ radiotelevisiva italofona (Cri) ha scelto di affrontare quest’anno, nel suo terzo seminario, il tema della lingua italiana sulle frontiere, dove si intrecciano fragilita’ della lingua, ricchezza di contenuti e, talvolta, occasioni trascurate.

Oggi e domani – in occasione del Semestre europeo a guida italiana a Roma, con il sostegno della Rai e ANSAmed come media partner, si tiene presso la sede Rai di Viale Mazzini la due giorni dedicata a “La lingua italiana sulla frontiera. Italiano ponte tra le culture del Mediterraneo”.

L’obiettivo, partendo tanto dalle differenze esistenti nella regione mediterranea quanto dalle importanti affinita’ di storia, di cultura e di interessi che la caratterizzano, e’ di riuscire a individuare percorsi che consentano alla lingua italiana di farsi nuovamente veicolo di conoscenza e di dialogo per concrete iniziative comuni.

In particolare, due le sessioni principali: l’11 sara’ la volta di “L’italiano sulle onde del Mediterraneo”, con gli interventi di numerosi accademici, giornalisti e responsabili di enti di promozione della lingua italiana ; mentre il 12 si parlera’ di “Perche’ conoscere l’italiano e’ un plusvalore?”, con i contributi di esponenti della cultura e dell’informazione di paesi mediterranei da Malta alla Tunisia, dal Marocco alla Grecia e molti altri. All’avvio dei lavori interverranno, tra gli altri, Sandro Gozi, Sottosegretario Presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei, e Luigi Gubitosi, direttore generale Rai.

Per gli organizzatori, il ruolo della lingua italiana è ben rappresentato dalle parole di papa Francesco che scelgono di citare nella presentazione dell’evento: ” … perché si diffonda sempre più una cultura dell’incontro, capace di far cadere tutti i muri che ancora dividono il mondo, e non accada più che persone innocenti siano perseguitate e perfino uccise a causa del loro credo e della loro religione. Ecco l’essenziale: dove c’è un muro c’è chiusura dei cuori. Servono ponti e non muri!”.

Il programma completo e’ consultabile su www.comunitaitalofona.org.

Redazione

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