Migranti, la bimba salvata dal naufragio è giunta a Palermo

Palermo – La piccola Favor, la bimba di colore di circa 9 mesi giunta due giorni fa a Lampedusa dopo che la madre incinta è morta durante la traversata nel canale di Sicilia, è arrivata a Palermo in aereo, accompagnata dall’ ispettrice della Polizia di Stato Maria Volpe. Il volo era decollato alle 15.50 da Lampedusa. “Durante il viaggio è stata tranquillissima, sta benissimo” dice l’ispettrice. La piccola Favor ha lasciato lo scalo aeroportuale a bordo di una Alfa romeo della guardia di finanza. La piccola sarà condotta in un centro specializzato per bambini e neonati.

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando in aeroporto ha detto: “Abbiamo accolto Favor con un bacio e con una bambola di pezza accompagnati dagli incaricati della giustizia minorile. Speriamo possa essere adottata da qualche famiglia per avere una vita bella, dopo la tragedia che l’ha colpita”. “Questa vicenda è l’ennesima conferma del terribile genocidio che si sta consumando nel Mediterraneo, frutto di egoismi finanziari e meschinerie politiche di cui saremo chiamati a rispondere, come i tedeschi per il genocidio nazi-fascista”, ha aggiunto.

IL RACCONTO DELLA POLIZIOTTA – “Favor è una bambina meravigliosa, mi ha commosso. Sappiamo che è di origine nigeriana”. Lo dice all’ANSA Maria Rosa Volpe, l’ispettrice della polizia di Stato, che ha portato a Palermo la bimba di 9 mesi. “Ho consegnato la piccola – aggiunge la poliziotta – ad un’assistente sociale del tribunale dei minori di Palermo. Sarà il magistrato a decidere a quale comunità affidarla”.

LA STORIA

Sorride, mangia latte coi biscotti sciolti dentro e gioca, la bimba africana di circa 9 mesi giunta a Lampedusa, accudita e portata dai migranti, molti ustionati, salvati al largo e accompagnati a terra dalle motovedette della Capitaneria di porto. La madre, che era incinta, sarebbe morta durante la traversata e la piccola è sola. La chiamano Favor o Favour (nessuno ha scritto il nome che viene usato per vezzeggiarla), ha pochi capelli, la faccia tonda, lo sguardo dolce e fa intenerire tutti quelli che le stanno intorno e che fanno a gara per prenderla in braccio.

La piccola ha trascorso la notte accudita dalla direttrice del centro di accoglienza di Lampedusa e oggi le sono state accanto anche l’assistente sociale e una pediatra. Domani la bimba arriverà a Palermo, accompagnata da un’ispettrice della polizia di Stato, per andare nell’unica struttura specializzata per ospitare neonati e ospiti in tenera età. Sull’isola, davanti all’ingresso del centro di accoglienza c’è un via vai di mamme lampedusane che vogliono notizie, che vorrebbero essere d’aiuto, che chiedono a qualunque persona in divisa incontrino come fare per adottare Favor. Molte portano pigiamini, magliette e peluche per la bambina. Anche sui social impazzano i commenti inteneriti su Favor e le richieste di adozione. Ma non è così semplice. Innanzitutto, come spiega Maria Teresa Maccanti, presidente di Naaa (un ente accreditato per le adozioni internazionali), “le autorità devono accertarsi che la piccola non abbia parenti in vita. Va contattata l’ambasciata del suo Paese di origine per rintracciare gli eventuali familiari in Africa o in Europa.

E’ molto probabile che, se la mamma della bambina si è sottoposta al lungo e pericoloso viaggio verso l’Europa, avesse parenti da qualche parte da raggiungere”. Se dovesse risultare che la piccola è davvero sola, il giudice potrebbe anche decidere per un’adozione, che in questo caso sarebbe nazionale in quanto la bambina è già in Italia.

Comunque non sarebbe un iter così semplice. Sicuramente, quello che sarà fatto presto è un affidamento di Favor a una famiglia, in attesa di decidere del suo futuro”. Favor gioca con un coniglietto finto, lo alza e lo abbassa e sorride. La piccola, quando è giunta ieri, è stata affidata alle cure di Pietro Bartolo, il medico che presidia l’unico avamposto sanitario di Lampedusa e il cui lavoro più che ventennale è stato messo in risalto dal film di Gianfranco Rosi “Fuocoammare”.

“E’ una bimba bellissima – dice Bartolo – sta bene ed è in buone mani. In tanti, anche da altre parti d’Italia, chiedono notizie e la vorrebbero adottare. Io stesso se potessi la adotterei. Certo io e mia moglie siamo una coppia anziana. Ma sono disponibile a essere un papà”. “I migranti che sono stati ascoltati hanno riferito tutti la stessa versione e questo ci fa pensare che la madre della bimba sia proprio morta. Ieri ho portato la bimba nel poliambulatorio. Le abbiamo date latte, acqua; era un po’ raffreddata e disidratata. Ma è serena. Ed è in buone mani” conclude Bartolo.

(fonte Ansa)

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