Nel turismo da crociera il futuro del Porto di Pozzallo

Pozzallo – ( di Michele Giardina) – Strategico casello della grande autostrada del mare che collega i Paesi dell’Africa con l’Europa ed il resto del mondo. Questo il porto di Pozzallo. Completato negli anni ’80 del secondo millennio con un investimento di 250 miliardi delle vecchie lire, con progetto della ex Cassa per il Mezzogiorno, presenta ad est della diga foranea una banchina lunga 600 metri, ove possono ormeggiare navi con un pescaggio massimo di metri 9,5 ( porto commerciale), e a nord un bacino, racchiuso da due dighe di sopraflutto e sottoflutto, utilizzato da imbarcazioni da pesca e diporto (porto turistico).

Progettato per una movimentazione di 500 mila tonnellate di merce l’anno, lo scalo marittimo ibleo, che è anche sede di Capitaneria di porto, nel giro di poco tempo è riuscito a triplicare le previsioni. Intensi, sin dal primo momento, i rapporti di lavoro con l’isola frontaliera di Malta che rimane a circa 90 Km dalla splendida località marinara ove i Cabrera, a sua difesa, costruirono la magnifica Torre simbolo della città. Oggi con il trasporto a mezzo catamarano della società Virtu Ferries, che ha sede nell’Isola dei Cavalieri, si registra un traffico da e per Malta di oltre 200.000 passeggeri l’anno. In standby invece il traffico commerciale, dopo la partenza sprint dei primi anni di attività. Nel 2012 sono attraccate al porto di Pozzallo 275 navi per una movimentazione merci di poco superiore ad un milione di tonnellate.

Le merci “lavorate”, in entrata e in uscita, con riferimento al periodo 2007-2012 sono diminuite: 1.514.755 tonnellate (2007), 1.063.886 (2012). Nel 2013, nonostante siano arrivate solo 267 navi, (-2,91%), le tonnellate di merce movimentate (1.152.586) hanno tuttavia fatto registrare un incremento dell’8,34%. Numeri comunque insufficienti rispetto alle grandi potenzialità del porto. Che anni addietro gli americani della multinazionale Cooper Smith, progetto alla mano e accordo già ottenuto con l’Amministrazione comunale del tempo, erano pronti a rilanciare alla grande con un progetto di finanza che prevedeva un investimento di 30 miliardi delle vecchie lire. Poi, inopinata e improvvisa, la stolta decisione politica, al grido di “go home yankee”, di dare il benservito agli americani, bruciando 400 posti di lavoro.

Pozzallo vanta una delle più alte percentuali di lavoratori del mare, con decine di comandanti e direttori di macchine e centinaia di ufficiali. Duemila e duecento gli iscritti alla Società marinara. D’obbligo, dunque, da queste parti, quando si parla di trasporto portuale, avere le necessarie competenze. Il porto di Pozzallo – questo il pensiero più volte espresso dalla gente di mare – progettato per una movimentazione merci pari a 500 mila tonnellate, nel momento in cui è entrato in attività, cioè 30 anni dopo, era già fuori mercato. Il consuntivo riportato a fine anno dalla Capitaneria, rispetto alle straordinarie capacità produttive della importante infrastruttura, serve solo a confermare che, nel corso degli anni, qualcuno, per interessi di parte, ha colpevolmente azionato il freno a mano, riuscendo a condizionare il pieno utilizzo di un’opera vitale e importante per la crescita e lo sviluppo della città e del territorio.

Sarebbe da ingenui addebitare al fato ritardi, resistenze, indolenze, omissioni politiche, la cacciata degli amerikani, la perdita di due finanziamenti europei di 15 milioni di euro prima e, giusto pochi mesi fa, di 40 milioni, che sarebbero serviti per i lavori di messa in sicurezza e potenziamento delle banchine. Brutte prospettive, dunque? No, al contrario. Da queste parti, grazie allo specialissimo strumento della forza di inerzia, i tasselli dello sviluppo, ad un certo punto, finiscono miracolosamente ( Pozzallo è la città che ha dato i natali a Giorgio La Pira) al posto giusto. Le Società di navigazione Msc e Costa Crociere vogliono fortissimamente fare attraccare le loro navi passeggeri al porto di Pozzallo.

La pratica è in itinere. Giovedì 30 ottobre il contrammiraglio Domenico De Michele sarà a Pozzallo per un sopralluogo. Inutile dire che, partendo il turismo da crociera, il futuro per Pozzallo è già cominciato.
Michele Giardina

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    V P giugno 30, 2017

    La fine della costa Santa Maria del Ficallo e Marza

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