mar, 21 febbraio 2017,   00:42   

Nuovi mercati esteri per le Pmi siciliane. La Regione stanzia 150 mln per l’internazionalizzazione

Palermo – Centocinquanta milioni di euro, tra fondi europei, nazionali e regionali, per raggiungere, attraverso il coinvolgimento di tutti gli Assessorati e i Dipartimenti, il 30% quale grado di apertura internazionale delle imprese siciliane al 2023. “Abbiamo un grande obiettivo: fornire strumenti e risorse affinche’ la creazione di nuove imprese non sia piu’ una parola. Vogliamo offrire opportunita’”, spiega Mariella Lo Bello, assessore alle Attivita’ produttive illustrando, nel corso di una conferenza stampa, a Palermo, il percorso del ‘Print-Piano per l’internazionalizzazione 2014-2020′.

Sfruttando i contatti, i successi ma anche le debolezze della Sicilia a Expo2015 durante i confronti con i partner internazionali, l’assessorato di via degli Emiri si e’ posto l’obiettivo “di costruire le infrastrutture affinche’ le nostre imprese possano trovare nuovi approdi per la creazione di un nuovo made in Sicily.

Del resto – sottolinea Lo Bello – siamo figli di Expo, che ci ha aperto nuove strade fino a ieri sconosciute e aperto a continenti diversi. Le risorse europee possono rappresentare grandi occasioni e grandi opportunita’ per le imprese che ci sono e per quelle che verranno create”. Nel dettaglio, l’Assessorato presume l’utilizzo di 60 milioni di euro provenienti da risorse finanziarie stanziate dai fondi strutturali e di investimento europei (Sie) per il nuovo periodo di programmazione 2014-2020 a valere sui diversi Programmi operativi regionali (Fesr, Fse, Feasr, Feamp); circa 90 invece da Pon nazionali, fondi regionali e, inoltre, risorse finanziarie a gestione diretta dell’Unione europea che derivano essenzialmente dal Programma Horizon 2020. Un totale di 150 milioni di euro da utilizzare in sinergia, per un nuovo modello di governance regionale gia’ sperimentato nel 2015 e che ha dato gia’ risultati in brevissimo tempo, permettendo l’organizzazione di oltre 50 eventi di prestigio a carattere internazionale in tre settimane: protagonisti 6 assessorati, 8 dipartimenti, 4 Atenei e almeno 20 dipartimenti universitari, tutte le strutture del Cnr in Sicilia, il Parco Scientifico e Tecnologico; i Consorzi di ricerca regionali, i distretti produttivi e tecnologici.

Il Print in fase di elaborazione avra’ dunque un obiettivo del 30% di internazionalizzazione (oggi siamo al 14%) al 2023: vanno identificate le filiere di eccellenza; le aree geografiche prioritarie; la tipologia di strumenti; gli attuatori della strategia; le modalita’ di lavoro. “In un contesto come questo essere una ‘piattaforma regionale’ e’ assolutamente vitale per dar vita a processi utili – sottolinea l’assessore Lo Bello -. Sappiamo in molti campi di essere i primi, e’ fondamentale pero’ che i dati ce lo riconoscano”.

Sette le grandi aree individuate: scienze della vita; energia; agroalimentare; smart cities; turismo, Beni culturali e cultura; economia del mare. “Ci stiamo portando avanti con il lavoro – conclude Lo Bello -. I primi bandi dovranno tenere conto del Fesr e quindi sono legati ad esso, ma stiamo lavorando per far essere pronti per il 15 maggio. Il Print e’ un documento politico e questo per noi sara’ un anno importante: ho una responsabilita’ incredibile, visto che tutto cio’ che accadra’ alle imprese siciliane nei prossimi sette anni sara’ frutto della scelta di questi giorni”.

Previste ora una serie di riunioni fino al 21 marzo, giorno in cui e’ in programma un primo confronto con gli attori nazionali dell’internazionalizzazione (Mise, Maeci, Sace, Simest, Ice, Unioncamere, Enit) per l’allineamento della strategia con le linee guida italiane. L’1 aprile, infine, giornata di ‘kick-off’ a Villa Malfitano: occasione per il lancio del percorso e la presentazione dei primi contributi di ognuno dei 13 tavoli gia’ avviati ad assessori regionali, dirigenti generali, deputati Ars e Crus, la conferenza dei rettori delle universita’ isolane. (ITALPRESS)

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