Parte Triton, Alfano: “Abbiamo fatto il nostro dovere, ora tocca a Frontex”

Prende il via sabato Triton, l’operazione sotto l’egida di Frontex, l’agenzia Ue per il controllo delle frontiere esterne, per gestire i flussi migratori nel mar Mediterraneo centrale. All’operazione partecipano 21 Paesi europei, che contribuiscono con risorse umane e materiali. In particolare nei primi due mesi di attività prendono parte a Triton 65 ufficiali ‘ospiti’ e sono in funzione 4 aerei, un elicottero e 7 navi, per un budget mensile di 2,9 milioni di euro.

I dettagli di Triton, fra cui l’area operativa e le risorse, spiegano fonti della Commissione europea, sono stati concordati tra Frontex e l’Italia, Paese ospite, in base alle richieste di assistenza da parte delle autorità italiane. In ogni caso, sottolineano le fonti, l’Italia “dovrà continuare ad assolvere i propri obblighi internazionali e assistere le navi in difficoltà”. Triton “è uno strumento per aiutare l’Italia e non sostituisce Mare Nostrum”.

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, illustrando in una conferenza stampa a palazzo Chigi l’operazione Triton e i dettagli relativi al ‘phasing out’ da Mare Nostrum, ha dichiarato: “Esprimo l’orgoglio italiano per questa operazione che ha salvato migliaia di vite. Se non ci fosse stata Mare Nostrum oggi non avremmo Frontex”.

”Siamo stati un modello e un esempio per l’Europa. L’Italia ha fatto il proprio dovere, oggi incassa il risultato dell’operazione Triton, guidata da Frontex”, ha detto Alfano.

”Questo non significa – ha rimarcato Alfano – che l’Italia verrà esentata dal presidio delle frontiere, ma che per la prima volta l’Europa prende coscienza che le frontiere a 30 miglia dalle coste italiane sono frontiera di tutti”.

”Adesso – ha spiegato – in mare si farà quel che si è sempre fatto: rispettare gli obblighi che derivano dalle leggi del mare. Non ci può essere alcuna Agenzia europea che possa deresponsabilizzare un Paese a rispondere alle leggi del mare”.

Sabato parte Triton, ha continuato, ma nel “frattempo, con la chiusura di Mare Nostrum, ci sarà una fase di accompagnamento che durerà due mesi e che costerà all’Italia un terzo di quanto costava Mare nostrum”. “Con Triton, l’Italia spenderà zero euro”, ha assicurato Alfano, spiegando che l’operazione europea “costerà 3 milioni di euro al mese, forse poco più e sarà finanziata con fondi europei. L’Italia per Mare Nostrum ha speso 9,5 milioni al mese, 114 milioni in quest’ anno”.

“Un’altra scelta dell’Europa, che noi condividiamo – ha proseguito – e alla quale vogliamo partecipare, è quella di creare centri e campi profughi direttamente” nei Paesi da dove arrivano gli immigrati. “Dobbiamo andare lì, in Africa, per iniziare il lavoro per le richieste di asilo. La risposta dell’Europa deve essere lì”, ha detto il ministro dell’Interno.

In un anno, l’operazione Mare Nostrum ha permesso di ”salvare 100.250 persone, grazie a 558 interventi in mare. Una realtà che ha portato anche all’arresto di 728 scafisti e al sequestro di 8 navi-madre”, ha riferito Alfano. “Un’operazione – ha aggiunto – che non ci ha consentito di salvare tutti quelli che avremmo voluto, visto che ci sono state 499 persone morte, 1.446 dispersi e 192 cadaveri ancora da identificare”.

Con la fine di Mare Nostrum, non termina il lavoro della Marina Militare, ha assicurato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti. “Con la missione di accompagnamento – ha spiegato – andremo a diminuire i costi di un terzo. Sarà un’uscita dolce, poi ci coordineremo”.

“In questi due mesi di passaggio” da Mare Nostrum a Triton, ”le missioni della Marina saranno a salvaguardia del fatto che non abbiamo alcuna intenzione di far succedere altre tragedie. Si tratta però di un dispositivo diverso e più condiviso rispetto alle responsabilità”, ha concluso Pinotti.

Redazione

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