Pietro Bartolo all’IIC di Malta: “Fuocoammare” al Valletta Film Festival

LA VALLETTA\ aise\ – Emozionante incontro il 7 giugno scorso a Malta con Pietro Bartolo, direttore dei servizi sanitari a Lampedusa, in prima linea da 25 anni nell’affrontare le crisi sanitarie, sociali e umanitarie determinate dall’immigrazione nel Mediterraneo.
Alla conferenza stampa del medico lampedusano, coordinata dal direttore del Valletta Film Festival, Oliver Mallia, hanno preso parte Salvatore Schirmo, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a La Valletta, che ha promosso e collaborato a tale evento, insieme a Fabrizio Ellul dell’UNHCR Malta ed a Neil Falzon, rappresentante della ong ADITUS Foundation.
L’evento è stato organizzato in occasione della proiezione del film-documentario “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi, l’opera del regista italiano premiata con l’Orso d’Oro quale miglior film all’ultimo Festival del Cinema di Berlino e della quale Bartolo è uno dei protagonisti.
La pellicola è stata proposta la sera dell’8 giugno, nell’ambito della seconda edizione del Valletta Film Festival, in lingua italiana con sottotitoli in inglese, nella storica sede di Fort St. Elmo dove la piazza d’armi della fortezza dei Cavalieri è stata trasformata in una arena all’aperto. La proiezione, preceduta da un indirizzo di saluto dell’ambasciatore d’Italia a Malta, De Vito, da un messaggio di Pietro Bartolo, registrato a Malta in occasione della conferenza stampa, e dagli interventi dei rappresentanti dell’UNHCR e dell’EASO, ha inchiodato alle sedie il numerosissimo pubblico accorso.
Bartolo, con la sua presenza e con la sua testimonianza, ha acceso i riflettori e risvegliato le coscienze con le storie, narrate anche nel film “Fuocoammare”, della sua Lampedusa, dalla quotidianità eroica degli abitanti scandita dal lavoro della pesca e dalla vita di famiglia, sempre attenta alla solidarietà e all’accoglienza, e di quelle della Lampedusa dei migranti, dei racconti del loro viaggio tragico ed epico, delle navi che individuano e assistono gli scafi in cui sono stati ammassati, dei militari e marinai per lo più senza volto, coperti come sono dalle maschere igieniche, dei morti chiusi in sacchi neri mostrati nella loro tremenda normalità.
Numerosi i rappresentanti dei media che hanno dato notevole copertura mediatica con diversi articoli sui principali giornali e con servizi televisivi e news della PBS radiotelevisione pubblica maltese. (aise) 

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