Presentato a Canicattini Bagni il nuovo modello di sviluppo sostenibile della Sicilia

Canicattini Bagni (Siracusa) – «Un unico progetto e modello di sviluppo sostenibile della Sicilia che parta dalle comunità, ponendo al centro le produzioni di qualità di questa terra, la Dieta Mediterranea, dando il giusto valore al cibo e ai prodotti, da promuovere già in occasione dell’esposizione mondiale di Expo 2015,e che insieme alla produzione di energia pulita, guarda e disegna il futuro di questa Regione. Un modello che farà diventare la Sicilia una piattaforma del benessere e della qualità della vita nel Mediterraneo, e non una piattaforma in mano a petrolieri che la sfruttano e l’abbandonano, o una piattaforma militare in mano agli americani come sta avvenendo con il Muos».

 Queste le parole del Vice Presidente di AnciSicilia, Paolo Amenta, con delega alle politiche Comunitarie, allo Sviluppo e alle politiche Sociali, all’interno dell’Associazione siciliana dei Comuni, nonché Sindaco di Canicattini Bagni e Presidente del Gal-Agenzia di Sviluppo degli Iblei (già Valle dell’Anapo), nell’aprire ieri pomeriggio, assieme al Presidente del Gal Natiblei, Giovanni Castello, nell’aula consiliare del Comune canicattinese, il workshop di presentazione dell’azione di sistema regionale, un Patto territoriale Europeo di corresponsabilità, per l’utilizzo delle risorse comunitarie nel processo di Sviluppo Sostenibile, che coinvolge quattro aree territoriali: Iblei (Sr-Rg-Ct) – Madonie (Pa-Cl-En) – Sicani (Pa-Ag) – Metropoli (Pa).

Una rete di sviluppo locale che l’AnciSicilia, attraverso il Vice Presidente Amenta, sta coordinando al fine di mettere a valore le potenzialità delle specificità locali chiamando in campo le coalizioni dei Comuni ed i partenariati privati dei Sistemi Locali di Sviluppo organizzati in Gal (con competenze FEASR-FEAMP) ed Agenzie di Sviluppo (con competenze FESR-FSE), in quanto su di essi discende dai regolamenti dell’attuale ciclo di programmazione comunitaria 2014-2020, il compito di applicare il principio di sviluppo locale partecipato, e l’utilizzo delle risorse economiche disponibili nei vari Fondi (comunitari, nazionali, regionali, comunali, privati e investitori esterni).

Un progetto ed una rete, quella presentata ieri a Canicattini Bagni, che vede, altresì, la collaborazione dello Sce Euro Med transnazionale, del Ceris-Cnr, dell’Università di Messina, dell’Acheia, laboratori, e del Gal – Agenzia di Sviluppo degli Iblei, il Gal Isc Madonie, il Gal Metropoli Est, il Consorzio di Ricerca Filiera Carni Sicilia, e il sistema delle imprese.

Tre i progetti illustrati e i tavoli tematici aperti, alla quale hanno preso parte i numerosi presenti (molte le imprese, delle filiare agrumicola e zootecnica): 1) “O.R.I. del Mediterraneo”, di cui è capofila il Gal Metroli-est, che riguarda la messa a sistema e disponibilità dei 4 prodotti/territorio; 2) “Prodotti tipici e Dieta Mediterranea”, capofila il Gal Madonie, per valorizzare, i prodotti salutistici; 3) “Scale-Up artigiano industriale”, di cui è capofila il Gal Natiblei di Canicattini Bagni, per riscoprire i valori del territorio regionale, le sue eccellenze, e la trasformazione degli scarti di lavorazione e di altre biomasse.

E proprio su quest’ultimo progetto, di grande interesse per l’area montana degli Iblei così come per l’area agrume tata, presentato da Sebastiano Di Mauro, responsabile di Piano del Gruppo di Azione Locale (GAL) Natiblei si è focalizzata l’attenzione dell’appuntamento canicattinese, alle quali faranno seguiti altri in tutti la Sicilia.

Un progetto “pilota”, innovativo, messo a punto con la collaborazione dell’Università di Messina, Consorzio di Ricerca Filiera Carni Sicilia, rappresentato ieri dal professore Vincenzo Chiofalo, dal CNR-C.E.R.I.S. Consiglio Nazionale delle Ricerche, presenti Roberto Caggia, Michele Gugliotta e Roberto Garaffa, che prevede l’utilizzo delle biomasse e degli scarti di lavorazione, in questo caso degli agrumi, il cosiddetto “pastazzo”, per la valorizzazione integrata delle filiere agrumicolo – zootecniche, al fine di produrre nuove carni certificate salutistiche.

La ricerca scientifica e tecnologica ha infatti dimostrato che gli scarti o “pastazzo di agrumi” può essere trasformato in vitamine, sostanze medicali, e acqua distillata, con il loro riuso nell’alimentazione zootecnica, riducendo i costi e garantendo carni di qualità.

Un progetto “pilota” che ha visto, come si è detto, la condivisione dei Sindaci e delle Imprese delle filiere agrumicole e zootecniche delle quattro aree regionali di competenza, presenti ai lavori, come emerso anche dalle risultanze dei tavoli tematici che si sono sviluppati nel corso del workshop.

Appuntamenti come quello di Canicattini Bagni sono in calendario in tutta la Sicilia.

Redazione

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