Scommessa vinta, cresce la qualità del vino made in Sicily

“Imprenditoria vitivinicola vivace, motivata e matura per affrontare direttamente investimenti di sviluppo aziendale”

L’edizione annuale del Vinitaly, come anche della Prowein di Dusserdolf hanno registrato quest’anno una novita’: per la prima volta le due iniziative – fino ad oggi sostenute economicamente con fondi della Regione siciliana – sono state affrontate dalle aziende con costi a loro totale carico. Questo ha comportato “un risparmio di circa 800 mila euro per le casse della Regione ma ha presentato una imprenditoria vitivinicola vivace, motivata e matura per affrontare direttamente investimenti di sviluppo aziendale”, dice l’assessore regionale all’Agricoltura Nino Caleca. Insieme al commissario dell’Istituto del vino e dell’olio Nino Di Giacomo e ai rappresentanti delle tre organizzazioni maggiormente rappresentative del settore Consorzio Doc Antonio Rallo, Assovini Francesco Ferreri e ProViddi Dino Agueci, ha presentato i risultati ottenuti dalla Sicilia nel corso dell’edizione appena conclusa di Vinitaly 2015. Centosessanta le Aziende presenti al Padiglione 2 della fiera veronese che, insieme alla vite ad alberello di Pantelleria, riconosciuta patrimonio Unesco e “testimonial” d’eccezione di questa edizione siciliana di Vinitaly, hanno registrato un grande successo sia sotto il profilo dei riconoscimenti ricevuti che dei contratti sottoscritti. I dati 2014 danno vini Igp imbottigliati per 175 milioni di bottiglie da 0,75 litri (+4 milioni rispetto al 2013) mentre il Dop fa registrare 32,5 milioni di bottiglie, di cui 20 milioni di Doc Sicilia (+25% rispetto al 2013). Le certificazioni sono aumentate attestandosi a 1065 per complessivi 341 mila ettolitri di cui 546 per il DOC (212.000 ettolitri, +38,6% rispetto al 2013). “Puntiamo molto sul settore vitivinicolo – dice Caleca – che ha dimostrato di avere dinamismo, qualità e management giusto per stare sul mercato ed affrontare le sfide globali. Il nuovo Psr, insieme alla misure Ocm continuerà a puntare sul settore che fa da ambasciatore della Sicilia nel mondo ed apre nuovi mercati anche per gli altri prodotti di eccellenza siciliani. La nuova sfida è quella di riuscire a traghettare anche le altre cantine che in questi anni meno hanno investito in innovazione e commercializzazione per riuscire ad incrementare le quantità di imbottigliato certificato e ridurre le percentuali di vino sfuso che, ancora troppo alte, rallentano lo sviluppo complessivo del comparto”.

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