Sicilia: Varato il piano per salvare 242 milioni di fondi Ue

PALERMO – Oltre 242 milioni di euro di fondi europei saranno salvati dal disimpegno automatico se la Regione attuera’ in tempo la rimodulazione dei programmi operativi dei fondi strutturali europei varata dal Comitato di sorveglianza del Por Fse Sicilia.

Nella riunione che si e’ svolta a Palermo – rileva l’esperto di politiche di svilupo della Cgil, Franco Garufi – l’Autorita’ di gestione ha proposto una riprogrammazione composta da tre azioni: a) la modifica del cofinanziamento statale e regionale che viene ridotto alla percentuale del 25%, il minimo previsto dai regolamenti comunitari; sul totale del contributo eleggibile (1.389.538.865 euro), la quota comunitaria resta pari a 1.042.154.149 euro, mentre la controparte nazionale si riduce a 347.384.716 euro (208.430.830 statale, 138.953.886 regionale); la redistribuzione della dotazione del programma operativo, spostando risorse dagli assi 1 (adattabilita’) e 4 (capitale umano), che registrano bassi volumi di impiego, all’asse 2 (occupabilita’); c) la quota di risorse liberate dalla riduzione del POR pari a 242.769.432,67 euro diventa un pezzo del piano azione coesione (PAC) e viene destinata all’attuazione di un piano straordinario di interventi per l’occupabilita’. Garufi sottolinea che “gli oltre 242 milioni di euro sottratti al rischio di disimpegno automatico alla fine del 2015 diventano risorse utilizzabili, nell’ambito del Pac, per i seguenti interventi: rafforzamento delle politiche per la riqualificazione e il collocamento lavorativo di lavoratori adulti che si trovano in stato di disoccupazione da oltre 12 mesi; rafforzamento degli interventi a sostegno della mobilita’ professionale verso altri settori a favore di lavoratori fuorusciti o a forte rischio di fuoruscita dal mercato del lavoro; rafforzamento dei percorsi di politiche attive con la finalita’ di compartecipare al sostegno al reddito dei soggetti percettori di ammortizzatori sociali in deroga; rafforzamento degli interventi di lotta alla poverta’.

Redazione

0 Comments

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.