Tunisia alla vigilia del voto, donne strette fra laicità e richiamo del jihad

A quattro anni dalla Rivoluzione dei gelsomini che ha fatto della Tunisia la culla della primavera araba, le donne si preannunciano come le protagoniste delle elezioni di domenica prossima, le prime presidenziali a suffragio universale. A difendere la tradizione laica del paese maghrebino, è Kalthoum Kannou la prima donna della storia della Tunisia a candidarsi alla presidenza del Paese. Giudice della Corte di Cassazione, 55 anni, con l’obiettivo di diventare la prima ”presidente donna tunisina, araba e musulmana” del mondo, Kannou si presenta come indipendente e ha raccolto più di 15mila firme nel Paese per sfidare 25 candidati uomini. La sua candidatura viene definita ”storica” e ”simbolica” dagli intellettuali della Tunisia, Paese ritenuto il più progressista tra quelli arabi per quanto riguarda i diritti delle donne.

Eppure al tempo stesso il Paese si trova a dover fare i conti con una crescente attrazione dei suoi giovani per l’estremismo di matrice islamica. Tra loro anche giovani donne, come scrive il New York Times, che racconta la storia di una ragazza religiosa e ”ossessionata” dal conflitto in Siria, fuggita da casa e ritrovata dalla polizia in un covo alla periferia di Tunisi insieme a un gruppo di sospetti miliziani.

Henda Saidi, questo il suo nome, è stata definita dalle autorità tunisine ”una terrorista”, ed è stata uccisa insieme ad altre cinque persone (4 donne e un uomo) in un raid condotto a ottobre dall’esercito tunisino. Saidi aveva 21 anni, studiava legge e la sua deriva estremista è iniziata su Internet. ”La sua uccisione è un nostro fallimento, il fallimento di un’intera società”, ha scritto su Facebook la sua ex insegnante di francese Dejla Abdelhamid.

”Non riusciamo a capire – dice invece la sua ex insegnante di arte, Linda Ben Osman – Sono ragazzi intelligenti, carini, pronti per la vita. Penso che i giovani siano disperati. Prima della Siria e dell’Is (lo Stato Islamico, ndr), le persone si immolavano o salivano su una barca per scappare in Europa e morivano in mare”. Il fascino dell’estremismo, dice l’insegnante, potrebbe essere una reazione alla libertà per tutti seguita all’autoritarismo dell’ex presidente tunisino Zine el-Abidine Ben Ali deposto il 14 gennario del 2011.

In merito al raid condotto a ottobre contro la cellula estremista alla periferia di Tunisi, il ministro degli Interni Lotfi Ben Jeddou ha spiegato che le cinque donne uccise nell’operazione avevano al massimo vent’anni e tutte erano ”istruite”.

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