Tunisia: ministra Turismo, il nostro è un Paese sicuro

TUNISI – “La Tunisia è un Paese sicuro che può essere visitato tranquillamente”. E’ questo il messaggio che la ministra del Turismo tunisino, Selma Ellouni Rekik, lancia ai visitatori stranieri, smentendo notizie allarmistiche e falsi video circolati sul web circa presunti rischi legati al terrorismo islamico. “Certamente la situazione in Libia – spiega in un’intervista all’ANSA – non ci aiuta, come avviene sempre quando ci sono problemi in Paesi vicini, ma le nostre frontiere sono assolutamente impermeabili a qualunque tentativo di infiltrazione. Non c’è nessun problema di sicurezza in Tunisia, è tutto sotto controllo”.

Le rassicurazioni del ministro sono confermate non solo dalla presenza massiccia di militari e forze dell’ordine, ma anche dai giovani che affollano i locali della capitale e che sono stati i veri protagonisti della rivoluzione del Gelsomino, culminata nel gennaio 2011 con la caduta di Ben Ali. Con il varo della nuova Costituzione, le prime elezioni democratiche e la nascita di un governo di coalizione che intende guidare il Paese per i prossimi cinque anni, la Tunisia è oggi uno dei paesi politicamente più stabili del Nord Africa. “Il nostro messaggio – puntualizza la ministra – riguarda non solo il turismo ma anche l’economia: dobbiamo dare fiducia agli imprenditori stranieri che vogliono investire in Tunisia”. Di questo “nuovo corso” Selma Ellouna Rekik è in un certo senso uno dei simboli: manager di successo nel settore Agroalimentare, alla guida del ministero del Lavoro e della Formazione professionale prima di approdare al Turismo, è una delle otto donne nel governo guidato da Habib Essid. “Le donne in Tunisia – sottolinea – hanno avuto un ruolo importante sia prima sia dopo la rivoluzione, come dimostra lo Statuto che sanciva l’eguaglianza con gli uomini promulgato da Bourghiba già nel ’56. E oggi in Parlamento le donne sono il 33%”.

Circa il rilancio del turismo in Tunisia la ministra ha le idee chiare: la sua parola d’ordine è diversificare l’offerta.
“Fino ad ora – spiega – l’80% del nostro mercato era rivolto al turismo balneare. Adesso vogliamo puntare anche su altri settori come il turismo culturale, valorizzando i nostri siti archeologici come Cartagine, El Jam o il Museo del Bardo dove è custodita la più ricca collezione di mosaici romani del mondo; vogliamo promuovere il golf e la talassoterapia, in cui siamo i secondi al mondo dopo la Francia, o ancora siamo intenzionati a sviluppare il turismo sahariano nelle aree interne del Paese”.

Per raggiungere questi obiettivi il ministro indica anche alcune parole d’ordine: “Migliorare la qualità; potenziare il trasporto aereo e marittimo; aumentare l’offerta turistica”. Un appuntamento importante è rappresentato anche da Expo 2015. “Il 27 maggio – annuncia il ministro – ci sarà la Giornata della Tunisia, con la presenza a Milano dei vertici istituzionali e politici del Paese. Sarà l’occasione per presentare non solo i nostri prodotti gastronomici ma anche la nostra offerta turistica”. Del resto anche i dati sui flussi dei visitatori confermano la ripresa degli arrivi dall’Italia: dopo il boom del 2009 con 383 mila presenze e il crollo del 2011 con 120 mila, il mercato ha registrato una costante risalita fino ai 252 mila turisti italiani registrati nel 2014. “Contiamo di migliorare ulteriormente – conclude Selma Elloune Rekik -. Non siamo ottimisti nè pessimisti, siamo soltanto determinati”.

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