Tv, Rai3: la Tunisia tra democrazia e deriva jihadista a “Mediterraneo”

“Mediterraneo” – il settimanale della Tgr realizzato a Palermo, a cura di Maria Pia Farinella e condotto da Lucilla Alcamisi, in onda domenica 22 marzo alle 12.25 su Rai Tre – ripercorre le tappe della giovane democrazia tunisina a partire proprio dalla Rivoluzione dei gelsomini che nel 2011 diede inizio alla stagione delle “primavere” arabe. Ma nonostante le proteste in piazza contro il terrorismo, nonostante la nuova Costituzione, considerata tra le più moderne dell’area, e nonostante il ricambio di governo per via elettorale poche settimane fa, la Tunisia non è affatto immune dalla deriva jihadista. Lo dimostra il gran numero di “foreign fighters” che è andato a ingrossare le fila dell’Isis. Sarebbero oltre tremila i tunisini che hanno deciso di andare a combattere per il cosiddetto Califfato dall’inizio della guerra. Sono giovanissimi e formano il più grande contingente di combattenti stranieri. Il governo di Tunisi ha approvato una legge che li condanna come criminali, consapevole che sul piano della sicurezza si gioca una partita decisiva per l’economia del paese.

Poi in Albania, dove oltre 400 imprese italiane hanno già investito nel settore edile, tessile, agroalimentare, nel commercio e nelle energie rinnovabili. Non solo call center a Tirana. La “rivincita” dell’Albania, negli anni Novanta terra di emigrazione verso l’Italia, oggi luogo delegato alla delocalizzazione per le aziende italiane, passa attraverso tassazione vantaggiosa, burocrazia celere, costo del lavoro inferiore e vicinanza geografica. Senza contare che spesso gli albanesi parlano un italiano perfetto. E ancora sui Pirenei, la produzione dell’unica spezia Doc della Francia: il peperoncino di Espelette, dal nome della cittadina dove si coltiva. Una costosa prelibatezza, intorno alla quale ruotano economia, cultura e storia locali. Infine Lampedusa, isola metafora di migranti e naufraghi, nella trilogia teatrale di Lina Prosa, la prima autrice italiana a essere rappresentata alla Comédie Française.

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