Un circuito ciclabile greco-romano sull’altopiano ibleo con al centro Canicattini Bagni

CANICATTINI BAGNI (SR) – «Un territorio in rete per salvaguardarne e promuoverne il prezioso patrimonio paesaggistico, archeologico, culturale e delle tradizioni, che sempre più si conferma risorsa fondamentale per il suo sviluppo ecosostenibile e per scongiurare l’isolamento e lo spopolamento dei piccoli centri, in particolare quelli montani dell’entroterra ibleo».

È quanto afferma il Sindaco di Canicattini Bagni, Marilena Miceli, dopo l’adesione al progetto “Siracusa Ecohub” dell’Associazione “La nostra terra” onlus, presentato la settimana scorsa con Marco Monterosso, il Dirigente del Dipartimento regionale Sviluppo rurale e territoriale, Filadelfo Brogna, il Vicepresidente di Confcooperative Siracusa, Alessandro Schembari, e il Presidente della Pro Loco, Luigi Puzzo.

Una rete che dalla costa all’entroterra, dalla zona nord a quella sud della provincia aretusea, metta insieme le varie realtà che in questi anni hanno operato per la redazione di un Piano Turistico che valorizzi le suggestive aree naturalistiche di un territorio che oggi più di prima si offre quale opportunità per la sua crescita economica.

Obiettivo al quale danno un contributo non indifferente anche i nuovi studi, come quello sul paesaggio canicattinese condiviso e patrocinato dal Comune di Canicattini Bagni e proposto da Giuseppe Leone, fotografo e appassionato studioso del territorio ibleo, che ha rilevato e ricostruito in anni di sopralluoghi, un tracciato circolare di circa 45 Km di datazione Greco-Romana, che si fa risalire al 400 A.C., che può trasformarsi in una vera e propria pista ciclabile, rafforzando così il Piano del Turismo naturalistico proposto dal progetto “Siracusa Ecohub”.

«In questa direzione, per quanto ci riguarda, abbiamo lavorato in questi ultimi dieci anni, attraverso i progetti e le iniziative intraprese dall’Amministrazione che mi ha preceduta guidata da Paolo Amenta, in sinergia con i Comuni iblei, l’ex Provincia e il supporto di incubatori importanti come il Gal e l’Agenzia di Sviluppo – riprende il Sindaco Marilena Miceli – per favorire la crescita economica di un’area di grande valore come gli Iblei. Da questa consapevolezza nascono gli interventi a Pantalica e nella Valle dell’Anapo, la nascita del Sistema Rete Museale Iblei che mette insieme, coordinati da Canicattini Bagni, i piccoli Musei etnoantropologici dell’entroterra siracusano (Canicattini Bagni, Floridia, Sortino e Solarino), non ultima la Scuola comunale degli Antichi Mestieri e delle Tradizioni Popolari, finanziata dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, con sedi non solo nella nostra città ma anche a Floridia e Sortino, e la collaborazione con Associazioni come l’Ente Fauna Siciliana e gli archeologi di Aditus in Rupe per far conoscere, attraverso escursioni, questo prezioso territorio.

Questo l’obiettivo e il principio di fondo dello studio e del progetto di Giuseppe Leone, che negli anni da studioso e fotografo ha colto gli angoli più belli e suggestivi dell’altopiano ibleo – continua il Sindaco Miceli -. Un progetto che abbiamo subito condiviso, che vede al centro Canicattini Bagni,  e che oggi, grazie alle moderne tecniche fotografiche dall’alto, ricostruisce e, per quanto possibile dimostra, come nell’area interna alla realtà di Pantalica e Cava Grande del Cassibile ed in particolar modo le aree di Bibbia – Alfano – Monasteri, Cavadonna, Contessa e l’alta valle del Cassibile – Noto – Baulì, vi sia stata una presenza continua e costante di manifestazioni antropiche antiche».

Una visione circolare fatta di strade, trazzere e mulattiere, che toccano i territori di Canicattini Bagni, Siracusa, Floridia, Palazzolo Acreide ed in particolare, per la sua vastità, quello di Noto, da rendere fruibile, che ne arricchisce la valenza storica e culturale

«Come ricordano l’etnoantropologo e guida naturalistica Paolino Uccello e l’archeologo Antonino Cannata di Aditus in Rupe, che hanno dato supporto tecnico allo studio – afferma Giuseppe Leone –  il metodo archeologico classico prevede scavi ed analisi dei manufatti ritrovati ed entra in crisi quando viene a mancare questa possibilità anche perché i maggiori segni provengono dalla pietra ed in questa parte è molto fragile, quindi una forte erosione e, peraltro, le costruzioni venivano fatte su luoghi scoscesi, alture e cugni, di conseguenza i blocchi di eventuali costruzioni si possono trovare distanti rispetto al luogo originario. La novità che arriva da questo studio, per la cui condivisione ringrazio il Sindaco Miceli, l’Amministrazione  e i tanti Consiglieri che hanno avuto modo di visionarlo, è che se non è più possibile trovare risposte da vicino, è possibile farlo da lontano, cioè dall’alto, con l’ausilio delle foto  satellitari e le mappe IGM. La scelta di concentrare lo studio sul rapporto che si crea tra area acheo e il sistema viario ha permesso di raggiungere questi risultati. Il territorio canicattinese potrebbe aver nascosto quest’infrastruttura. E comunque  sono convinto che questa non sarà l’ultima sorpresa, c’è ancora tanto da portare alla luce».

E i dati dell’affluenza di visitatori nelle aree naturalistiche, da Vendicari a Pantalica, da Cava Grande del Cassibile alle altre Oasi del territorio siracusano, confermano come il Turismo naturalistico, ed in particolare quello sulla due ruote, tanto caro a fasce sempre più consistenti di turisti provenienti dai Paesi del Nord Europa, sia in grande crescita e se strutturato può rappresentare un volano non indifferente per l’economia delle aree iblee.

«Lo studio del circuito del sud est degli Iblei di Giuseppe Leone – aggiunge Paolo Amenta, attuale Presidente del Consiglio comunale di Canicattini Bagni e dell’Agenzia di Sviluppo degli Iblei – contribuisce a ricostruire quel percorso che  unisce la costa all’entroterra ibleo, come dire dal Teatro Greco di Siracusa a quello di Palazzolo Acreide. Per cui, chiarita la collocazione storica, credo che le maggiori difficoltà siano legate non tanto ai contenuti dello studio ma alla capacità di doversi relazionare in primo luogo con le istituzioni pubbliche e con il contesto generale. Senza proporsi come impresa, da singolo o in società o in cooperativa,  qualsiasi volontà o richiesta di finanziamento non è sicuramente possibile, ed oggi nel nostro territorio è possibile usufruire di contributi a fondo perduto sino al 75% per intraprendere attività imprenditoriali seguendo il modello di sviluppo sostenibile all’interno del quale si collocano l’agroalimentare di qualità, la zootecnia, la trasformazione dei prodotti, la cultura e certamente il turismo naturalistico. Questo è il momento più opportuno visti i finanziamenti europei che ancora in Sicilia dovranno essere spesi».

Soddisfatto dello studio che pone al centro Canicattini Bagni ed il suo territorio anche il Capogruppo di minoranza al Consiglio comunale di Canicattini Bagni, Danilo Calabrò.

«Ho apprezzato e condiviso il progetto di Giuseppe Leone – conclude Danilo Calabrò – perché nasce da uno studio approfondito e da una lettura classica del nostro territorio, contribuendone a rafforzare l’identità e il patrimonio storico, culturale e paesaggistico di grande valore. Un territorio che merita di essere salvaguardato, conosciuto e fruito, che rappresenta, senza dubbio, una risorsa economica ed una opportunità non indifferente per i giovani che vogliono investire su di esso. Mi auguro, pertanto, che questo studio e le prospettive che esso può offrire, anche dal punto di vista del miglioramento dell’offerta turistica, diventino patrimonio di tutti».

Redazione

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