Viaggi: In Lituania a Vilnius, colta e anticonformista

Per festeggiare i 25 anni d’indipendenza della Lituania, il prossimo 16 febbraio la capitale Vilnius ospita parate, concerti, mostre, esibizioni di gruppi folcloristici e rappresentazioni teatrali che animeranno i teatri, le chiese e le strade dei quartieri del centro. Le celebrazioni, in realtà, sono già cominciate all’inizio dell’anno con l’entrata del Paese nell’euro e proseguiranno per tutto il 2015 con festival e appuntamenti culturali.

 La capitale della Lituania è ciò che non ti aspetti da una città baltica: un trionfo barocco nell’architettura, premiato dall’Unesco; un grande fermento culturale che le ha consentito di uscire da un prolungato oscurantismo, le ha valso la nomina a capitale europea della cultura nel 2009 e che con la sua programmazione artistica attira musicisti e creativi da tutto il mondo. E, ancora, una calorosa movida notturna che riempie locali e gallerie d’arte; una storia di ribellioni, alcune clamorosamente “pacifiste”, che le hanno permesso di sconfiggere grandi nemici, dai polacchi nel Ventennio ai nazisti e al potere sovietico. E, infine, la bizzarra creazione nel 1997 della repubblica di Uzupis, goliardica e stimolante esperienza che ha radicalmente trasformato la città. E’ proprio partendo da qui che si coglie lo spirito del popolo lituano e la vivace atmosfera di questa bella città baltica. Il quartiere di Uzupis, letteralmente “l’altro lato del fiume”, era l’area abitata dagli ebrei sulla sponda destra del fiume Vilnia, nel cuore della città; dopo le deportazioni il quartiere venne abbandonato e crebbero degradazione e criminalità.

 I prezzi bassi delle case e lo spirito multietnico che si respirava attirarono negli anni numerosi intellettuali e artisti che cominciarono a popolarlo finché il poeta e regista lituano Romas Lileikis realizzò con altri concittadini un progetto bizzarro e provocatorio: la fondazione della Repubblica indipendente di Uzupis, che si costituì il primo aprile 1997 con una sua anarchica costituzione, un presidente, un piccolo esercito e una bandiera in quattro diversi colori, uno per ogni stagione. Per la presenza di gallerie d’arte, di laboratori artistici, di caffè, di librerie e per l’atmosfera bohemienne e anticonformista che si respira nel quartiere, Uzupis è chiamata la “Montmartre lituana”: tantissimi sono gli artisti, i musicisti e gli studenti che vi risiedono e che animano circoli e teatri, sviluppando idee di pace e progetti culturali solidali. Il successo di questo strampalato programma, infine, venne sancito dalla visita del Dalai Lama nel 2001 che ne divenne subito cittadino onorario. Oggi Uzupis è un’attrazione turistica: si gira per le vie di ciottoli che costeggiano il fiume alla ricerca dei pannelli dove sono scritti gli articoli della singolare costituzione, tutti rivolti alla tolleranza. Nella piazza principale, tra bar e localini, svetta la statua di un angelo che suona, simbolo di pace e dei libertà.

 Sempre nel centro cittadino merita una visita il castello del granduca Gediminas che regalò alla città un lungo periodo di fortuna artistica e architettonica, a cominciare dal maniero, semplice e solenne seppur rimaneggiato nel tempo. Ai suoi piedi svetta la bianchissima cattedrale dedicata a sant’Elena, Stanislao e Casimiro ed è proprio nella sua centralissima piazza, Katedros aiksté, che nel 1989 si è fatta la storia: un’iscrizione commemorativa, infatti, ricorda quando in poche ore si riunirono due milioni di persone che, stretti per mano, arrivarono a Tallin per ribellarsi pacificamente all’occupazione sovietica. Anche papa Wojtyla contribuì a espellere gli ultimi soldati quando nel 1993 accettò l’invito a visitare il Paese in cambio della fine dell’occupazione sovietica. Da allora la Lituania si è lanciata nella modernità: nel 2004 entrò in Europa, abolì la pena di morte e chiuse la centrale nucleare di Ignalina.

 Oggi il Paese baltico esporta torba, lino e una preziosa ambra, le cui migliori produzioni si possono ammirare nel museo di via Mykolo e acquistare nelle tante botteghe di via Pilies, nella città vecchia. Qui, verso la Porta dell’Aurora, Vilnius mostra le sue architetture barocche più belle, dichiarate patrimonio dell’umanità: palazzi nobili, musei e un numero elevatissimo di chiese (la più bella è quella di sant’Anna); ci sono anche i dodici cortili dell’università, fondata nel 1579, e la Torre della Televisione, l’edificio più alto della Lituania. Prima di lasciare la città meritano una visita anche il museo delle vittime del genocidio in via Auku, proprio nel centro storico, appena oltre le vetrine di Gediminias avenue, e la statua dedicata al rocker Frank Zappa, che svetta senza un apparente motivo dal 1995 su via Kalinausko. Per maggiori informazioni: www.vilnius-tourism.lt/en

Ida Bini ( Ansa)

Redazione

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