Weekend di sbarchi in Sicilia: arrivati circa 3.000 immigrati

sbarco_mortiPalermo, 9 giu. – Proseguono senza sosta nel Canale di Sicilia gli interventi di soccorso ai barconi carichi di migranti provenienti dal nord Africa. Tra sabato e domenica sono stati circa 3.000 i profughi salvati nel Mediterraneo da navi della Marina militare impegnate nell’operazione Mare Nostrum e da navi in transito nel Canale di Sicilia.

A Pozzallo, in provincia di Ragusa, è arrivata ieri sera la nave Norient Star con a bordo i tre cadaveri di migranti morti durante il trasbordo dalla loro imbarcazione. Sull’episodio, la questura di Ragusa ha avviato le indagini.

La fregata Scirocco ha soccorso ieri mattina 186 migranti, tra cui 45 donne (una incinta) e 58 minori (una decina i neonati). I migranti, in viaggio da tre giorni, e sono apparsi disidratati e con lievi ustioni dovute alla prolungata esposizione al sole. La fregata Bergamini invece, tra sabato e domenica ha soccorso due barconi e imbarcato 554 migranti, tra cui 34 donne e 37 minori.

Sulla nave rifornitrice Etna sono saliti 1.335 migranti, salvati dalla motovedetta 941 della Capitaneria di Porto e dalla motovedetta P61 maltese. Per emergenze sanitarie 4 migranti sono stati portati a Siracusa con le motovedette della Capitaneria di Porto. A Pozzallo hanno fatto rotta la motonave Anwaar e la motonave Norient Star con a bordo complessivamente duecento persone, mentre la motonave City of Sidon è arrivata stamani in porto a Palermo con a bordo 529 migranti.

Intanto, sul fronte del contrasto all’immigrazione clandestina, la procura di Siracusa ha fermato 4 tunisini accusati di essere i responsabili di uno sbarco che ha portato 1.251 migranti ad Augusta, nel Siracusano.

Il provvedimento è stato eseguito da agenti della polizia di frontiera marittima di Siracusa, insieme a personale del Nucleo interforze contrasto immigrazione clandestina della Procura di Siracusa, squadra mobile, carabinieri e guardia di finanza. Il reato ipotizzato è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

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