Onu, l’ambasciatrice della Colombia “Siamo qui per la pace”
Nel suo intervento ufficiale in Consiglio di Sicurezza, Zalabata Torres ha richiamato con fermezza la Carta delle Nazioni Unite, ricordando che l’uso della forza è ammesso solo in circostanze eccezionali, come l’autodifesa, e non può mai essere utilizzato per imporre un controllo politico su un altro Stato. Una posizione netta, che prende le distanze tanto dal regime di Maduro – che la Colombia non riconosce come legittimo – quanto dall’azione militare statunitense.
L’ambasciatrice ha inoltre lanciato un allarme concreto sulle conseguenze umanitarie della crisi. L’incertezza generata dagli attacchi e dalle minacce incrociate, ha spiegato, potrebbe provocare nuovi flussi migratori di massa, mettendo sotto pressione i Paesi vicini e le comunità di accoglienza. Per questo, ha aggiunto, la Colombia ha già adottato misure preventive lungo il confine, rafforzando la sicurezza e predisponendo risposte umanitarie per affrontare eventuali emergenze, comprese quelle legate ai migranti.
Ai nostri microfoni, abbiamo chiesto all’ambasciatrice se Bogotá abbia già sollecitato un intervento diretto del Segretario Generale dell’ONU António Guterres per favorire una mediazione tra Stati Uniti e Colombia e contribuire a una de-escalation. Zalabata Torres ha ribadito che per il suo Paese la mediazione internazionale, il dialogo e l’accompagnamento multilaterale sono strumenti essenziali, e che le Nazioni Unite – dal Segretario Generale al Consiglio di Sicurezza – devono essere parte attiva della soluzione, non spettatrici di una nuova spirale di conflitti.
Come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza, ha concluso, la Colombia continuerà a lavorare per prevenire l’escalation, convinta che in un mondo già attraversato da troppe crisi la risposta non possa essere la guerra, ma la costruzione della pace.
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(video di Stefano Vaccara)