Modica, la Caritas di Tunisi in visita a “Crisci Ranni”: un ponte di solidarietà nel cuore del Mediterraneo
La città di Modica ha vissuto un momento di profondo respiro internazionale e di condivisione comunitaria.
La delegazione della Caritas di Tunisi, guidata dall’arcivescovo Mons. Nicolas Lhernould e composta dai suoi operatori, ha fatto visita al cantiere educativo “Crisci Ranni”.L’appuntamento si inserisce nel più ampio itinerario che la delegazione nordafricana sta compiendo in questi giorni tra le diocesi siciliane e rappresenta un’occasione preziosa per condividere una delle realtà più virtuose del territorio modicano, alla presenza di amici, soci, famiglie e giovani animatori.
Un legame che si rinnova nel segno della carità e della collaborazione concreta, rafforzando un ponte storico tra le due sponde del Mediterraneo. Come sottolineato dallo stesso Mons. Lhernould, l’incontro va ben oltre l’aspetto puramente istituzionale per configurarsi come una vera e propria visita in famiglia. Le fondamenta di questo rapporto poggiano su due gemellaggi ormai consolidati: il primo, di natura prettamente pastorale, lega da quasi trent’anni la diocesi nordafricana a quella di Mazara del Vallo; il secondo, nato in occasione del cinquantesimo anniversario di Caritas Italia, unisce in modo specifico la Caritas siciliana a quella tunisina.
“Questa permanenza in Sicilia, che fa seguito alla visita compiuta a Tunisi alcuni mesi fa dalla squadra regionale siciliana della Caritas, rappresenta il naturale sviluppo di un percorso di conoscenza reciproca. L’obiettivo condiviso è ora quello di avviare progetti caritativi comuni incentrati su tematiche umane di interesse condiviso, valorizzando al contempo lo scambio delle buone pratiche locali” ha ricordato a margine dell’incontro mons. Lnerhould.
In questo orizzonte assume un valore fondamentale il contatto diretto con le esperienze più radicate. A ribadirlo è Don Paolo Catinello, direttore della Caritas di Noto, che ha evidenziato l’importanza di far conoscere ai fratelli e alle sorelle di Tunisi realtà virtuose come quella modicana. “Troppo spesso, infatti, i gemellaggi rischiano di rimanere ancorati a grandi obiettivi astratti, perdendo di vista l’impatto reale sui territori. Al contrario, il contatto con realtà penetranti come “Crisci Ranni” permette di osservare da vicino reti di relazioni significative e generative, capaci di diventare un segno tangibile per l’intera comunità. Per la delegazione tunisina, accogliere la portata profetica di un’opera semplice ma profondamente viva rappresenta un’opportunità preziosa per ispirare nuove prassi di solidarietà” ha chiarito don Catinello.
Il cantiere educativo, vera e propria opera segno della Caritas Diocesana netina, è un autentico esempio di rigenerazione urbana e sociale. Tutto ha avuto inizio nel 2010, quando si è deciso di intervenire su un’area abbandonata e degradata di proprietà del Comune, situata nella Vignazza, uno dei quartieri storici e più antichi di Modica. Quello che era partito come un piccolo doposcuola per dare un tocco di vitalità al tessuto urbano, oggi è un punto di riferimento che abbraccia tutte le fasce d’età, dal Grest estivo ai percorsi formativi strutturati in sinergia con le scuole di ogni ordine e grado.
Il cuore pulsante di questa esperienza risiede nel recupero dell’antico rito del “Crisci ranni”, fatto coincidere simbolicamente con il sabato dopo Pasqua. Un lancio verso l’alto denso di significato, un augurio di crescita vissuto con forte emozione da chi lo ha sperimentato prima da animatore e poi da genitore. Oggi, con ben 24 nazionalità rappresentate, il cantiere è andato ben oltre i confini del quartiere per diventare un frutto dell’intera città: un laboratorio dove si sperimenta quotidianamente come lo stare insieme e la prossimità siano in grado di abbattere ogni barriera, trasformando le differenze in una risorsa inestimabile per la costruzione del bene comune.
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